
Molte persone che intendono vendere la propria casa si chiedono spesso: "Quali sono i costi da affrontare?". Di norma, il proprietario non è tenuto a pagare imposte sulla cessione dell'immobile, tranne in alcune situazioni specifiche, come l'eredità di una casa o la generazione di una plusvalenza.
Nel processo di vendita, ci sono vari costi da considerare. Alcuni sono opzionali ma possono aumentare le probabilità di successo, come le spese estetiche per migliorare l'aspetto della casa, i costi di comunicazione e pubblicità (a carico dell'agenzia) e le spese legate alla verifica tecnica di compravendita per garantire la conformità urbanistica e la regolarità catastale dell'immobile.
Le spese preliminari includono anche tutte le spese sostenute per rendere la casa adatta alla vendita, come l'attestato di prestazione energetica, obbligatorio nella compravendita.
Secondo l'articolo 1475 del Codice Civile, le spese notarili sono a carico dell'acquirente. Le spese notarili per la vendita di un immobile includono l'imposta catastale e ipotecaria, che sono di 50 euro ciascuna per i venditori privati, mentre per le imprese con vendite soggette a IVA sono di 200 euro ciascuna, con aliquote IVA del 10% o 22% per le abitazioni di lusso. Tuttavia, le parti possono concordare una diversa ripartizione delle spese nel contratto.
La provvigione dell'agenzia immobiliare varia in base al mercato al prezzo dell'immobile. Solitamente si aggira tra il 3% e il 4%. Questa percentuale è calcolata sul prezzo finale di vendita.
La vendita di una casa ereditata comporta il pagamento delle imposte sull'eredità, calcolate sulla dichiarazione di successione. Inoltre, è necessario versare l'imposta catastale e ipotecaria prima della presentazione della dichiarazione di successione. Queste spese si applicano anche alle donazioni, a cui potrebbe aggiungersi una polizza assicurativa per garantire la sicurezza della donazione.
Se si vende la prima casa dopo 5 anni dall'acquisto, il proprietario non è tenuto a pagare l'IRPEF sulla plusvalenza o altre imposte. Tuttavia, nel caso di vendite entro i primi 5 anni, l'IRPEF potrebbe essere applicato alla plusvalenza.
La vendita di una seconda casa oltre i 5 anni non richiede il pagamento della plusvalenza. Tuttavia, se la vendita avviene entro i primi 5 anni, il guadagno può essere soggetto a IRPEF con un'opzione di imposta sostitutiva del 26%, da dichiarare come "redditi diversi".